La Pasqua

Cari amici e care amiche, ricordate ancora quando, da bambini, attendevamo con ansia il giorno di Pasqua per … rompere l’uovo e trovare la sorpresa? In fondo, dopo le prime volte, sapevamo benissimo che quella sorpresa sarebbe stata una “cosina”, niente di speciale, nemmeno un vero giocattolo, tuttavia non vedevamo l’ora di rompere quel guscio di cioccolato per vedere cosa c’era dentro! L’assestare quel pugno al guscio ci dava un piacere forte, carico di emozione …

A quel tempo non ci siamo sicuramente chiesti da dove venisse quella strana usanza, né perché i nostri genitori avessero comprato la colomba, quel dolce pieno di canditi e ricoperto di zucchero, e nemmeno perché si usasse mangiare l’agnello, il giorno di Pasqua. Più tardi abbiamo sentito dire che la colomba era un simbolo dello Spirito che era disceso su Gesù al momento della resurrezione, e che lo stesso agnello rappresentava per alcuni il sacrificio di Gesù e per altri l’agnello-ariete che veniva sacrificato nel periodo di passaggio zodiacale tra l’Era dell’Ariete e l’Era dei Pesci.

Noi oggi vorremmo però soffermarci sull’uovo e la sua sorpresa, poiché – se ci pensate – è il simbolo pasquale più diffuso e al tempo stesso meno “diretto”, meno evidente. Perché un uovo? E cosa simboleggia la sorpresa al suo interno?

La tradizione religiosa occidentale festeggia, secondo una sequenza temporale che a molti può sembrare casuale, quattro avvenimenti narrati dai Vangeli: Natale, Epifania, Pasqua e Pentecoste. Di questi quattro avvenimenti di ambito religioso, la società moderna ha assunto i primi tre, spogliandoli dal loro significato religioso e facendone un’occasione di feste e commerci di vario tipo. Tuttavia, un essere umano alla ricerca del vero significato della sua vita è sicuramente interessato a tutto ciò che le tradizioni contengono di autenticamente spirituale, per cui si chiederà forse se la successione di questi quattro avvenimenti non sia una progressione tutt’altro che casuale.

Ora, quali sono i punti nodali fondamentali di un autentico cammino di ricerca dello Spirito? Per poter accogliere lo Spirito dentro di sé, un essere umano deve far sì che in lui nasca innanzitutto un contenitore adeguato, cioè una vera Anima (Gesù, il simbolo dell’Anima Spirituale, nasce a Natale), la quale verrà a un certo punto presentata al mondo (da un lato i tre Re Magi la incontrano e le rendono omaggio durante l’Epifania, dall’altro Erode inizia a cercarla per sopprimerla), dovrà accettare il sacrificio di sé (la “morte-e-resurrezione”durante i giorni della Pasqua) per infine accogliere la discesa dello Spirito nel corpo (le lingue di Fuoco che discendono sugli Apostoli durante la Pentecoste).

Questa sequenza di situazioni rappresenta l’evolversi di un processo interiore nell’essere umano: “qualcosa” nasce, si presenta al mondo, cresce nel silenzio e a un certo punto sacrifica se stesso per poter ri-nascere, fino a rendere l’essere umano un essere completamente diverso, capace di cose che prima non avrebbe nemmeno potuto immaginare, come il relativo passo degli Atti degli Apostoli ci racconta. In questo processo il punto nodale più complesso è sicuramente la Pasqua, che comporta infatti anche nelle festività moderne un insieme di tre/quattro giorni, che i religiosi fanno precedere da quaranta giorni di preparazione.

 

Veniamo ora al simbolo dell’uovo.

 

Qualcuno ha detto:

“Se un uovo si rompe a causa di una forza esterna, la vita finisce.

Se si rompe a causa di una forza interna,

la vita inizia.

Le grandi cose iniziano sempre dall’interno”.

 

Un essere umano che ha intrapreso il cammino spirituale percepisce che qualcosa è nato nel suo sistema vitale, ma a un certo punto si rende conto che questo ‘qualcosa’ per essere in grado di accogliere veramente lo Spirito, deve trasformarsi radicalmente, deve morire-e-rinascere, trasfigurare.

L’Anima-Gesù, l’Anima Spirituale, accetta il sacrificio di sé, la crocefissione del suo essere (i piedi inchiodati simboleggiano l’impossibilità di andare, le mani l’impossibilità di fare), la “morte al mondo”. Il sistema vitale dell’essere umano in cui si è consumato questo sacrificio esistenziale (l’uovo) si apre allora e – sorprendentemente – ciò che viene alla vita è un altro essere vivente, un’Anima che ha caratteristiche completamente diverse, un veicolo adeguato a ospitare lo Spirito, che si manifesterà più avanti nella discesa delle lingue di fuoco.

La razza umana ha dentro di sé l’informazione inconscia di questo processo, per cui gli esseri umani non sanno generalmente perché ma la “rottura dell’uovo” e la “scoperta della sorpresa” provocano loro una forte emozione, perlomeno fin quando resta vivo in loro il candore dell’infanzia. E siccome l’evoluzione è un processo che si sviluppa in spirali, la cosa veramente essenziale in questo ambito è “iniziare”: cioè far nascere dentro di sé l’aspirazione allo Spirito, manifestarla nella propria vita, essere disposti ad abbandonare alcune proprietà della nostra individualità per lasciar nascere “qualcosa di autenticamente nuovo”, e infine … trasformarsi! In qualunque punto della nostra personale spirale evolutiva ci troviamo, noi possiamo sempre iniziare questo processo, che di voluta in voluta, ci porterà infine a quella che i Catari chiamavano “la Buona Fine”.

 

Commenti

Scritto da Gianmarco il Dom, 16/04/2017 - 10:30

Testo che aiuta davvero a riflettere e a approfondire dentro di sé. Una cosa molto interessante è l'abbinamento della Pasqua con il sacrificio, parola che, nel linguaggio attuale, è stata spogliata interamente dal suo significato come tantissime altre parole, e il cui significato è stato rimpiazzato da elementi moralistici. Sacrificare, dal latino "rendere sacro". Quando percorriamo il cammino e ci abbandoniamo alla vita spirituale presente al centro del nostro uovo-sistema vitale (il microcosmo), scopriamo che questa offerta di sé apre il nostro intero essere alla corrente di guarigione e di grazia della Gnosi.

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