Catharose de Petri, messaggera del Cristianesimo gnostico

Catharose de Petri (1902 -1990) è stata, insieme a Jan van Rijckenborgh, la guida spirituale del Lectorium Rosicrucianum, dedicandosi completamente allo sviluppo spirituale e all’espansione mondiale della Scuola Spirituale della Rosacroce d’Oro.

Il nome anagrafico di Catharose de Petri è Hendrikje Stok-Huizer.  Sin da bambina mostra i chiari sintomi della “cercatrice” sentendosi straniera in questo mondo.  Qualche tempo dopo, negli anni’20 del secolo scorso, partecipa alla fondazione del Lectorium Rosicrucianum, insieme a Jan van Rijckenborgh.

Fondare una Scuola Spirituale e guidare un gruppo di esseri umani in cerca della dimensione di vita dell’anima-spirito, è certamente una missione che nasce da un richiamo interiore.  Catharose de Petri rivelerà in seguito di aver sperimentato questo richiamo all’età di 28 anni, un richiamo proveniente dall’ “Ordine di buonafede della Santa Rosacroce”.  Si è trattata di un’esperienza spirituale fiorita su un terreno già ricco di riflessioni filosofiche e religiose.  Da quel momento, come lei stessa ha dichiarato, ha compreso chiaramente che “la Rosacroce, come scuola animata da una forza spirituale, doveva essere portata a conoscenza di tutti coloro che aspirano alla liberazione dell’anima”.

Nello specifico, Catharose de Petri si riferisce all’aspirazione interiore alla liberazione dell’anima dall’imprigionamento nella materia densa. Con l’uso del termine “Scuola Spirituale” a proposito del Lectorium Rosicrucianum, si intende sottolineare che il suo fine non è quello di sviluppare la personalità umana attraverso i vari aspetti dell’anima. La sua missione è quella di attivare una connessione diretta tra l’anima umana e il più alto potere spirituale, lo Spirito del Cristo.

 

L’esperienza di sentirsi stranieri nel mondo

Sin dall’età di 8 anni, Hendrikje (Henny) Huizer si pone intensamente la domanda sul senso dell’esistenza umana sulla Terra.  Nasce a Rotterdam.  Suo padre è un ingegnere navale di fede protestante mentre la famiglia di sua madre proviene dall’ambiente della Seconda Riforma (movimento religioso Olandese di ispirazione calvinista).  In famiglia la religiosità non è molto praticata e la propensione di Hendrikje alla ricerca interiore non è compresa nel suo ambiente familiare.  Anche gli insegnamenti ricevuti dal catechismo della Seconda Riforma non rispondono alle sue esigenze interiori.

Terminati gli studi, Hendrikje comincia a lavorare come impiegata mentre cresce in lei il disagio di non poter condividere con altri il proprio mondo interiore.  Si sente spesso isolata e mal compresa da amici e colleghi.

Col passare degli anni il richiamo interiore diventa sempre più profondo e la domanda cardine della sua esistenza si manifesta sempre più chiaramente: “Qual è il senso della mia vita?”.  Nel 1929 sposa H. J. Stok e grazie a lui entra in contatto con la “Società Rosacrociana Olandese”, la sezione olandese della Rosicrucian Fellowship di Max Heindel, con sede a Oceanside, in California.

 

L’incontro con i fratelli Leene

In un primo momento Hendrikje non manifesta la volontà di aderire al gruppo, sebbene suo marito ne faccia già parte.  Il fatto che nei gruppi organizzati prima o poi si sviluppino inevitabilmente complicazioni e vedute discordanti, la allontana e la infastidisce profondamente.  A suo modo di vedere, l’appartenenza a un’organizzazione sarebbe diventata un ostacolo all’equilibrio interiore e alla quiete profonda richieste da ogni cammino spirituale.  Tuttavia, in seguito ai ripetuti inviti di suo marito, si decide a incontrare i fratelli Jan and Zwier Willem (Wim) Leene. I due avevano aderito alla Società Rosacrociana nel 1924 assumendo ben presto una posizione di rilievo nella guida dell’organizzazione.

L’incontro con i fratelli Leene – in particolare con la personalità salda e allo stesso tempo umile di Jan Leene – si rivelò molto significativo per Hendrikje, al punto da farle cambiare idea e aderire nel 1930 al circolo di amici che condividevano gli ideali spirituali dei fratelli Leene.  La frase che la scosse definitivamente fu pronunciata da Wim Leene quando le disse: “Se uniamo i nostri cuori, il nostro fuoco divamperà più forte che mai”.

Insieme ai fratelli Leene inizia un’intensa ricerca spirituale che porterà i tre a distaccarsi, insieme ad un gruppo di persone, dalla Società Rosacrociana e procedere per la propria strada. Dopo la morte di Wim Leene avvenuta nel 9 marzo del 1938, a Hendrikje Stok-Huizer viene assegnato un ruolo ufficiale nel Direttivo della Comunità, all’epoca costituito da Jan Leene, la stessa Hendrikje, e da suo marito e A. M. Verhoog.

 

I nomi dei Gran Maestri

Nel 1956, la signora Hendrikje Stok-Huizer assume il nome spirituale di Catharose de Petri.  In quegli anni, il suo ruolo all’interno della comunità è completamente cambiato.  Il nome le viene affidato, in circostanze molto particolari, da Antonin Gadal, l’ultimo Patriarca della Fraternità dei Catari nella Francia del Sud.  Da allora in poi sarà questo il nome che userà anche in pubblico – “non perché suoni meglio del mio” come ha scritto – ma “per testimoniare la totale dedizione della mia esistenza personale al servizio del Tutto e di tutti”.

Jan Leene aveva già assunto il nome spirituale di Jan van Rijckenborgh nel 1940.  Entrambi erano connessi, secondo la più alta ispirazione della mente, con la Fraternità madre e, come Gran Maestri, hanno sviluppato una chiara visione della Scuola Spirituale della Rosacroce. Lavorando insieme, hanno portato a buon fine il loro lavoro.  La loro azione coordinata testimonia che nel Lectorium Rosicrucianum uomini e donne lavorano insieme in perfetta uguaglianza.

 

La formazione del Lavoro Interiore del Lectorium Rosicrucianum

Grazie a Catharose de Petri, Jan van Rijckenborgh ha potuto organizzare e impostare il lavoro spirituale sin dalle basi. La signora Catharose de Petri ha curato e animato l’atmosfera della comunità sia dal punto di vista interiore e spirituale che esteriore e pratico, realizzando pienamente la propria missione che aveva già intravisto nel 1930, all’epoca della sua adesione al gruppo che si raccoglieva intorno ai fratelli Leene.  Come guida spirituale la signora de Petri ha lavorato principalmente all’aspetto interiore dell’organizzazione. Grazie alla sua profonda sintonia con la Gnosi Cristiana e alla sua conoscenza del puro Lavoro Gnostico al servizio dell’umanità, ha potuto curare l’atmosfera spirituale e la veste esteriore dei Templi della Rosacroce, ispirando allievi e allieve ad uno stile di vita dai principi tra i più elevati.

Dopo la morte di Jan van Rijckenborgh nel 1968, Catharose de Petri ha custodito e sviluppato il lavoro spirituale della Scuola rafforzando e motivando la comunità al servizio dell’umanità.  Allo stesso tempo ha provveduto a preservare l’eredità degli scritti di Jan van Rijckenborgh lavorando essa stessa, inoltre, come scrittrice.  In quegli anni la Scuola della Rosacroce ha attraversato una fase critica.  Grazie al chiaro orientamento di Catharose de Petri, tuttavia, il nucleo spirituale della Scuola è rimasto focalizzato sui puri orizzonti del lavoro Gnostico.

Ad un certo momento diventa chiaro che una Scuola Spirituale orientata alla liberazione dell’anima, non possa più, all’alba di una nuova era, rimanere sotto la guida di una sola persona.  Così, nel 1970, Catharose de Petri affida la guida della Scuola a un gruppo di persone che formano la Direzione Spirituale Internazionale.  In qualità di Gran Maestro, la signora de Petri ha continuato a supportare la DSI con la sua saggezza e la sua visione laddove si mostrava necessaria, fino alla morte avvenuta nel 1990.  Insieme ai componenti della Direzione Spirituale, Catharose de Petri ha fatto in modo che la Forza spirituale liberatrice attiva nella Scuola della Rosacroce, fosse armoniosamente incanalata in una forma vivente.

 

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