Agire o non agire?

Qual è l'allievo serio che non ha ancora mai sentito parlare della legge del karma, di questa legge ineluttabile di causa ed effetto, che si può tuttavia influenzare? Qual è il cercatore che non è ancora mai stato colpito dalle conseguenze dei propri atti, che non ha ancora mai riflettuto sui suoi atti, preso la decisione d'agire diversamente o di non agire affatto in date circostanze? E chi è colui che non si è ancora lasciato ingannare dal proprio comportamento e dalle sue conseguenze?

Pensate ai vari ordini monastici, come i frati mendicanti per esempio, a quegli ordini i cui membri facevano voto di povertà, o ai monaci di clausura! Tutti cercarono di ritirarsi totalmente o parzialmente dalla vita e di sfuggire alle sue conseguenze, di vivere secondo i loro ideali. Pensate a quelli che oggi, soprattutto i giovani, si ritirano dalla vita attiva, o istintivamente o in seguito a un'esperienza inconscia.

Tutti tentano di sfuggire alla legge di causa ed effetto o di affievolirla. Ma nessuno può sfuggire al "fare" e alle sue conseguenze! Chi vive in questo mondo è costretto ad agire, perché non può vivere qui a caso. La sua vita ha una causa, ragione per cui le conseguenze non lo lasciano mai tranquillo. Le sue tendenze, i suoi desideri, i suoi pensieri e le sue volontà, il suo ambiente alla nascita, tutto lo spinge ad agire, e ciò sembra non avere un termine.

Ma ne esiste veramente uno? Ci fosse almeno una tregua! Non dice forse il filosofo cinese che si può sfuggire al fare con il non fare? Non si migliora il fare con il non fare? Ma come realizzare questo non fare? Non si può esistere, né mangiare, né bere, né vivere non facendo niente. Se non si fa niente, si è sfruttati e oppressi dagli altri. No, non è possibile; ciò che propone Lao Tsè è troppo radicale!

La stessa Bhagavadgita non è certamente più amabile con l'uomo quando afferma che non si deve evitare l'atto. Poiché nessuno può esistere senza agire, essa parla perfino di un atto permesso e di un atto che non è permesso. Vi citiamo le parole del terzo canto: "Nessun uomo sfugge all'atto evitandolo, nessun uomo giunge alla perfezione trascurandolo. Può un uomo restare un momento senza agire o senza atti?".

E nel quarto canto essa aggiunge: "Voi domandate, stupiti, ciò che sia agire e ciò che sia non agire. Il saggio stesso vi si perde. Perciò vi spiegherò questo atto che, ben compreso, vi libererà dal male. Voi dovete distinguere bene l'agire, l'agire che non è permesso, dal non agire. Pieno di mistero è il cammino degli atti!".

C'è dunque un atto permesso e un atto che non è permesso? C'è un atto che crea karma e un agire che è senza conseguenze? Cosa è permesso nella vita e cosa non lo è?

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